#189
Tu ci credi alle coincidenze? E se la tua risposta è sì, credi sia opportuno assecondarle? Lasciare che esse guidino le tue scelte può essere un buon modo per scaricare il peso delle proprie decisioni sul fato beffardo che a occhio e croce dovrebbe avere spalle più larghe delle tue. Ma il discorso non dovrebbe essere a proposito del fato, quanto piuttosto a proposito di te che all’alba di ogni nuova stagione ti proponi di crescere, di mettere da parte i tuoi vecchi errori e invece alla fine ti ritrovi a confrontarti sempre con i tuoi soliti limiti, figli di un cervello che se non è riuscito a svilupparsi difficilmente ci riuscirà.
Hai imparato l’importanza degli occhi che si devono riconoscere, hai messo a punto una teoria davvero edificante sull’ineluttabilità del riconoscersi, non c’è necessità di stare a ripassarla, era buona e le basi teoriche molto solide. Il passo successivo era stato quello di capire quale fosse il pezzo ancora mancante al tuo puzzle, la teoria degli occhi era buona, sostenuta da ottimi risultati sperimentali: stentavi a crederci ma si riconoscevano davvero, tanto dopo un mese, tanto dopo dieci anni. Però poi non succedeva niente lo stesso, hai intuito che forse non bastava semplicemente che gli occhi si riconoscessero, serviva dell’altro, il pezzo mancante erano le coincidenze, vedi che ci credi, che creano circostanze, che non vanificano quell’abilità estrinseca degli sguardi nel riconoscersi.
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