#124

esse
rielaborazioni
April 7, 2009
6:54 pm
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“lei and esse are now friends”, mi sembra quanto meno superficiale come affermazione, senza considerare che in fondo è anche falsa, ma soprattutto è superficiale. Perché ha la pretesa di sintetizzare in sei stupidissime parole qualcosa come quattro anni delle loro vite, forse anche qualcosa di più. Ora lei e esse non sono amici, anzi sono amici secondo la definizione moderna di amicizia che si basa su due canonici click e una distratta occhiata ad una pagina su un monitor, ma la definizione moderna di amicizia è una vaccata. lei e esse non sono mai stati amici davvero, forse non c’è stato un attimo in cui tra loro c’è stata amicizia, ci sono state tante altre cose ma non l’amicizia, a prescindere di quale definizione se ne dia escludendo quella moderna.

lei e esse sono stati due sconsciuti, per la maggior parte della loro esistenza. Poi lei e esse sono diventati un’attrazione non corrisposta, due conoscenti con un rapporto sbilanciato da un lato, fino a quando l’oblio che si accumulava sulle spalle di esse ha contribuito a ribilanciare il rapporto facendoli diventare due conoscenti praticamente senza nessun altro rapporto, forse la condizione più vicina all’amicizia secondo la moderna definizione di essa. Le imperscrutabili miserie delle umane esistenze hanno giocato con queste due persone fino a far di nuovo nascere un rapporto che come per magia non era più sbilanciato. Un’attrazione reciproca ha disposto le cose in modo che la condizione di lei e esse cambiasse di nuovo e radicalmente: “lei and esse are now lovers”. (continua…)

#432

esse
rielaborazioni
December 15, 2008
8:07 pm
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Abe non era un folle, né tanto meno uno sprovveduto, non avrebbe mai fatto una stronzata del genere e nemmeno ti avrebbe mai lasciata così, in silenzio. Però Abe un bel giorno è uscito di casa e non è più tornato, tu dici che questo è un fatto e trovare una spiegazione plausibile ha un po’ la stessa funzione di riavere indietro almeno un corpo senza vita, soprattutto se non era un folle, né uno sprovveduto, né uno che commette stronzate, né uno che lascia così, in silenzio. Il problema con il cercare risposte a questo genere di domande è che spesso si fa fatica a riconoscere quelle giuste, anche se sono lì davanti agli occhi e danzano indicate da una freccia lampeggiante che recita “Hey, sono la risposta che stai cercando, qui davanti ai tuoi occhi!”. E dopo che le si è notate, la difficoltà sarà accettarle.

Perché a volte le risposte ti puntano un dito sotto il naso e ti scaricano addosso tutte le tue responsabilità, quelle che hai sempre almeno intuito ma che con tanta cura hai saputo nascondere a tutti, perfino a te stessa. Abe sarebbe anche potuto andar via perché non gliene fregava niente né di me né di te. Ma, ci puoi giurare e lo sai, Abe non avrebbe mai abbandonato Anis. Ricordi come era protettivo nei suoi confronti, a volte quasi la asfissiava e lei con la sua voglia di diventare grande spesso era come avvilita dalle sue attenzioni. Avrebbe pensato almeno a lei, non ti pare? E invece Abe è sparito, uscendo la mattina e non tornando mai più.

(continua…)